Ansia, stress e ansia di perdere i denti

Problemi quali ansia, stress e depressione causano spesso disturbi del sonno e possono contribuire al peggioramento clinico dei problemi gengivali

Gengive.org è il portale web della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia in cui trovare informazioni semplici, complete e autorevoli sui problemi alle gengive.

Cosa è lo stress e perché si manifesta?

Lo stress è una risposta psicofisica a richieste anche molto diverse tra loro, di natura emotiva o pratica, cognitiva o sociale, che la persona percepisce in un determinato momento come eccessive. Lo stress di per sé non è negativo perché non è altro che un meccanismo di difesa del nostro organismo concepito per far fronte a piccole e grandi emergenze conferendoci una maggiore resistenza.

Durante le situazioni stressanti, infatti, l'organismo produce il cortisolo, un ormone che permette di avere a disposizione maggiori quantità di energia, e libera adrenalina: migliori prestazioni fisiche e maggiore prontezza spesso le reazioni positive. In base però alla durata dell'evento stressante è possibile distinguere due tipi di stress: se lo stimolo si verifica una volta sola o ha una durata limitata nel tempo si parla di 'stress acuto', se invece la fonte di stress perdura nel tempo si parla di 'stress cronico'.
Quest'ultimo, durando a lungo, può coinvolgere diverse sfere del vissuto quotidiano e spesso costituisce un possibile ostacolo al perseguimento degli obiettivi personali.

Che modifiche al livello del sistema immunitario intervengono?

Spesso le condizioni stressanti risultano nocive per l'individuo, portano ad un abbassamento delle difese immunitarie e si parla quindi di distress. In altri casi, invece, gli stressors sono benefici, poiché favoriscono una maggior vitalità dell'organismo e si parla allora di eustress.
Lo stress quindi se è uno degli stimoli più importanti in grado di attivare il sistema immunitario, quando prolungato nel tempo espone il soggetto al rischio di alterazione del numero e del tipo di globuli bianchi presenti nel sangue e, nei tessuti può portare alla modifica della qualità e della quantità delle sostanze "difensive" prodotte, ad esempio gli interferoni e le citochine, causando una compromissione generale della capacità di difesa dall'organismo nei confronti di virus, batteri ed altri agenti patogeni.
E anche stato dimostrato che lo stress prolungato o acuto molto intenso altera la composizione della popolazione microbiche naturalmente presente nell'organismo a sfavore della flora batterica endogena protettiva. Questo accade anche nel cavo orale dove questo delicato equilibrio influenza direttamente la probabilità si sviluppare gengivite, parodontite e patologia perimplantare.

Che modifiche "odontoiatriche" può implicare?

A livello gengivale il potenziale peggioramento da stress è dovuto sia a fattori diretti che a fattori indiretti.
Tra i fattori diretti vi è una condizione comportamentale del soggetto stressato che spesso lo porta ad alterare in senso negativo gli stili di vita, ad aumentare il numero di sigarette fumate, a diminuire l'attenzione alle corrette manovre di igiene orale domiciliare. Spesso accade che i soggetti, anche per solitudine o isolamento sociale, non si presentino alle periodiche sedute di igiene e profilassi con l'igienista e non seguano correttamente le indicazioni per le cure consigliate.

Tutti questi fattori aumentando l'infiammazione come dimostrato scientificamente in diversi studi pubblicati in occasione di periodi bellici, di terremoti o tsunami. In questi periodi, cosi come nel trimestre del lockdown per esempio, la malattia parodontale sembra aggravarsi, possono aumentare il sanguinamento e la mobilità dei denti, quindi la parodontite progredire.

I fattori indiretti sono quelli invece correlati al sistema immunitario cioè al fatto che la situazione prolungata di distress provoca modifıche ormonali e umorali nell'organismo che portano l'individuo ad essere maggiormente suscettibile ad ammalare di malattia parodontale e a veder variare il microbiota dell'organismo, della bocca e del solco o tasca parodontale.

Curare la parodontite migliora lo stress?

Nei casi di Parodontite grave e generalizzata di stadio III  e IV quando l'intera dentatura del paziente è a rischio, i denti sono mobili, la capacità masticatoria viene meno e l'estetica del soggetto risente degli spostamenti dei denti, spesso il paziente perde la fiducia nelle proprie risorse, non reagisce alla situazione in peggioramento e non elabora una risposta e un comportamento razionali in senso decisionale verso l'attuazione di adeguate cure odontoiatriche.
Se si manifesta ciò il soggetto è purtroppo destinato a perdere la maggior parte della dentatura. Quando invece il paziente, incontrando le figure professionali adeguate (Igienista-Odontoiatra-Parodontologo) giunge alla decisione di mettere sotto controllo infezione e mobilità dei denti, matura un cambio di prospettiva che gli permette di tornare a relazionarsi con amici e conoscenti, di interagire con il sociale e di recuperare fiducia e benessere.

Solo in questo modo sarà in grado da un lato di diminuire lo stress beneficiando di un miglioramento degli effetti diretti e indiretti sulle gengive, dall'altro di elaborare la necessità delle terapie più complesse quasi sempre necessarie nei casi gravi.
E' stato valutato che la sola terapia non chirurgica è infatti in grado di modificare i parametri di qualità di vita del soggetto.

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