CORONAVIRUS: c'è una categoria più a rischio?

anziani coronavirus
Chi sono i più colpiti dal virus, ricordando che nessuno può sentirsi completamente al sicuro

Fin dal suo arrivo in Italia, il COVID-19 ha aggredito con ferocia gli anziani e purtroppo molti non sono riusciti a vincere la battaglia.

La triste constatazione deriva dall’analisi dei dati che giornalmente vengono resi noti e soprattutto dalla consapevolezza che il virus colpisce in gran parte, ma non esclusivamente, chi è fisicamente più debole.

Le statistiche, che riportano numeri coerenti in tutto il mondo, purtroppo evidenziano come la gran parte degli infetti e deceduti sia composta da ‘’nonni’’.

È doveroso precisare che il tasso di letalità del virus non è altissimo e soprattutto, a far la differenza, non è solo una questione anagrafica quanto piuttosto la presenza di patologie pregresse che accrescono smisuratamente la pericolosità del coronavirus.

Tra i vari fattori che rendono gli over 75 una categoria a rischio, vi sono anche le condizioni di vita dettate dai nuovi assetti sociali: spesso le persone anziane, anche fino ad 84 anni, vivono da sole e questo innesca un meccanismo che, a catena, le rende davvero vulnerabili.

Soffrire la solitudine facilita l’insorgere di depressioni e malattie psichiche che influiscono negativamente su un quadro clinico non stabile in virtù dell’avanzata età e possono aggravare quindi patologie presenti negli anziani.

I dati evidenziano anche una maggiore incidenza di contagi nel sesso maschile. La spiegazione potrebbe essere ricondotta non a fattori fisiologici, quanto piuttosto ad una precisa routine che caratterizza gli uomini: questi sarebbero più propensi a frequentare luoghi di aggregazione ed assembramento come il bar, i circoli e trascorrere molte ore a stretto contatto con i coetanei.

Il virus ha raggiunto lo stato pandemico proprio perché ha un’altissima capacità di diffusione, soprattutto dove non vengono rispettate le distanze di sicurezza ormai imposte dal governo.

Nonostante sia chiaro quali siano le persone più a rischio, occorre precisare che nessuno ne è immune e solo l’osservanza delle direttive permetterà di invertire la curva del contagio.

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