CORONAVIRUS: fake news e pubblicazioni scientifiche

fake news
Per evitare di leggere notizie false, facciamo chiarezza sull'attendibilità di ciò che si trova in rete

Come già precisato in molti articoli, è proprio nei momenti di crisi che si assiste al pullulare di fake news. Il web ne è invaso e si fatica a riconoscerle perché confezionate ad arte.

In generale, nel ricercare informazioni, è bene affidarsi a notizie di base scientifica perché, prima di essere pubblicate, sono state sottoposte ad un iter di controlli serrati ed ottenuto l’approvazione di professionisti.

Le comunicazioni scientifiche riportano due date: il giorno in cui la notizia è pervenuta e il momento in cui si è proceduto con la divulgazione.

L’intervallo di tempo che intercorre tra i passaggi, viene impiegato per i controlli e la valutazione del contenuto informativo.
In casi di eccezionale emergenza, come quello che stiamo vivendo, spesso le date coincidono. Questo sta a significare che il processo di validazione è più superficiale? Assolutamente no!

Anche nell’ambito della ricerca, come in molti altri settori,  si è organizzata una task force di scienziati ed esperti che, nel minor tempo possibile, scandagliano gli articoli.
È importante lavorare a pieno ritmo perché, data la rilevanza mondiale del contagio, divulgare aggiornamenti scientifici è di grande aiuto per tutti i gruppi di ricerca del mondo che stanno collaborando per trovare una soluzione alla pandemia.
Stiamo remando tutti verso una direzione comune: annientare il virus.

È doveroso precisare che, le pubblicazioni scientifiche, non entrano facilmente in contatto con gli utenti: si tratta di articoli in inglese che utilizzano un linguaggio specialistico e risulterebbero incomprensibili ai fruitori.

Per i cittadini che vogliono rimanere costantemente aggiornati sulla questione, leggere pareri di medici esperti ed interventi di figure rilevanti nello scenario attuale, è possibile consultare il sito del Ministero della Salute ed il portale Epicentro gestito dall’Istituto Superiore della Sanità.

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Solo qualche secondo, grazie...